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Quali sono i requisiti per la corretta compilazione dei certificati? Quali le responsabilità del medico? PDF Stampa E-mail
Il Prof. Macrì risponde:

I requisiti della corretta certificazione sono sostanzialmente due:
la veridicità e la chiarezza.

Veridicità:
- onde eludere sanzioni penali non si può che “testimoniare” il vero;
- la certificazione deve essere rilasciata sempre dopo l’accertamento clinico direttamente esperito dal certificante;
- opportunità di distinguere i segni clinici obiettivi dai sintomi lamentati dal paziente, in quanto oggetto del certificato sono i fatti di natura tecnica e non già le lamentele soggettive.

Chiarezza:
- Non solo chiarezza grafica (comprensibilità della scrittura), ma chiarezza e completezza dei concetti espressi o dei fatti descritti (ipotesi di falsità per sottrazione o per omissione?);
- Evitare gli acronimi
(esempi: non LES ma Lupus Eritematoso Sistemico, non FAC ma Fibrillazione Atriale Cronica etc…).

Profili penalistici:
- il Codice Penale sanziona pesantemente ogni tipo di falsità dell’atto certificativi;
- falsità ideologica: dichiarazione di fatti non occorsi o diversi da quelli realmente occorsi;
- il falso è più severamente punito quando proviene da pubblico ufficiale. L’art. 481 c.p. punisce (con la reclusione fino ad un anno + multa) “chiunque, nell’esercizio di una professione sanitaria (…), attesta falsamente, in un certificato, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”;
- ricordiamo da ultimo che il pediatra convenzionato con il sistema sanitario nazionale è considerato dalla giurisprudenza prevalente pubblico ufficiale.
 

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